38) Campanella. Due tipi di potere.
Campanella pone a confronto due tipi di potere, quello
ecclesiastico e quello secolare. Il confronto va tutto a vantaggio
del papato.
T. Campanella, Discorsi universali del governo ecclesiastico per
far un gregge ed un pastore (pagina 54).

Differenza tra l'imperio ecclesiastico e secolare - Capo terzo.
1. Tutti gli errori delli governanti nella Chiesa consisteno in
ci, che pensano esser la medesima politica utile al papato e al
secolar imperio.
2. Ma sono differenti assai, tanto nell'acquisto quanto nella
conservazione. Il papato comincia dalli animi, a cui obediscono i
corpi, e a' corpi le fortune, e per conseguenza  trahit omnia ad
se ipsum . Il secolare comincia dalli corpi o dalle fortune, e
resta il principale fuori del fascio, che poi partorisce
dissoluzione.
3. L'imperio ecclesiastico si acquista con la lingua, il secolare
con la spada.
4. L'ecclesiastico con la passione perfettiva di chi acquista, il
secolare con l'azione; e quello pi con la prudenza, questo pi
con l'astuzia e forza.
5. Per il Papa  padre, sacerdote e re; il secolare  prencipe
solamente o tiranno.
6. Il papato, perdendo nell'esteriore, vince; il secolare,
perdendo, perde; ma il tiranno anche perde vincendo.
7. Se il Papa usa l'arti secolaresche, pi perde che guadagna; se
il secolar prencipe usa l'arti del Papa, pi guadagna. Questo per
instinto san gli Spagnoli.
8. Circa la conservazione, pi  durabile e conservabile il
principato ecclesiastico che il secolare, perch quello tiene
ligati gli animi etiam lontanissimi, e questo solo i corpi; e non
pu, se non vicinissimi. Per il papato mantiene il prencipato
secolare e non e converso. N Spagna teneria ligato il Mondo Nuovo
col vecchio, se non per il papato.
9. Sendo tre i legami della republica: la religione, che attacca
gli animi; la coabitazione, che attacca li corpi; il commerzio che
lega le fortune.
10. La religione  tutta in tutto e in ogni parte tutta, come
l'anima; la politica  parte in tutti e in tutto tutta, e non
sempre; n ad ogni modo, se non esteriormente: cosa non intesa da'
filosofi.
11. Il papato per non pu perdere mai; perch n li Cristiani
permettendo che un altro prencipe cristiano lo travagli, tanto per
la venerazione della religione, quanto perch quell'altro prencipe
non si facci pi potente di loro col papato. N gl'infedeli ponno
vincerlo, perch tutti li prencipi cristiani sono obligati, e per
ragion divina e per ragion di Stato, aiutarlo; se qualcheduno
infidele vuol perir presto e far bene assai al Cristianesimo,
assalti il papato.
12. Il papato si conserva con l'amore e con la venerazione; il
prencipato con la paura e la giustizia.
13. Il papato ha dui gladii, il secolare uno.
14. E' meglio aver li vassalli ricchi, grandi, potenti e dotti al
papato, perch  corpo vivo avvivato dalla religione, anima tutta
in tutto e in ogni parte tutta, e per li muve a suo cenno con
utilit; ma allo Stato secolare noceno li vassalli potenti e savi
alle volte, perch  corpo morto, e non pu muovere da dentro le
sue gran membra, ed  solo avvivato dalla religione, anima del
papato; e qui si nascondono gran segreti.
15. Il papato nelle imprese guadagna stando neutrale e arbitro;
agli altri prencipi la neutralit  rovinosa, perch restan preda
del vincitore, o amico o nemico.
16. L'arme del papato animate dalla religione sono invitte, e
sempre; l'arme de' secolari senza religione sono fragilissime e
son di prima furia.
17. Pi nce al papato la scisma che l'eresia: e il conciliabolo
stabilisce lo scisma, ma non pu allignare senza eresia, n
l'eresia senz'armi de' prencipi.
[...].
6. Pi giov la lingua di San Bernardo e di San Vincenzo, che non
l'armi di Carlo Magno e delli regi di Spagna; pi nocque la lingua
di Lutero, di Sergio e di Arrio, che la spada dell'imperator
Costanzo, Giuliano, Federico Soevo, etc.
7. Un monaco converto la Germania e uno la sconverto.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
undicesimo, pagine 1179-1181.
